Marcatura laser CO2: perché scegliere la sorgente laser CO2?

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La marcatura laser CO2 sfrutta un mezzo attivo a base di gas per ottenere marcature precise e definitive. Tra i suoi vantaggi, spicca sicuramente la versatilità: tutti i marcatori laser CO2 agiscono nel 90% dei casi su materiale organico e, per il restante 10%, su alluminio anodizzato o verniciato. Scopri i nostri prodotti di punta: iCON2 e CO2 K-HPD.

La marcatura laser CO₂ è attualmente una delle più potenti tecnologie di marcatura esistenti. Il mezzo attivo è costituito da una miscela gassosa a base di anidride carbonica, azoto, idrogeno ed elio

Per la sua alta produttività e la capacità di agire su supporti diversi, il laser CO₂ è oggi una delle soluzioni più apprezzate in tutte le realtà dove sono necessarie operazioni codifica: dall’ambito alimentare a quello cosmetico, dal farmaceutico all’elettronica, dal settore automotive all’industria pesante.

Marcatura laser CO₂: effetto “a graffio”

La maggior parte dei marcatori laser si classificano come incisori: quando il laser colpisce la superficie del prodotto, ne vaporizza una parte senza però modificarne in alcun modo il colore o l’aspetto. La marcatura è rilevabile solo grazie alla diversa incidenza della luce: colpendo le zone incise, che hanno una profondità differente rispetto alle altre, la luce le fa risaltare rispetto al resto.

Sebbene la marcatura a graffio sia la soluzione più diffusa tra i nostri marcatori laser CO₂, alcuni marcatori sfruttano invece un altro principio: specialmente quando devono codificare superfici in PET o PVC, i marcatori agiscono per effetto termochimico.

I marcatori più versatili: iCON 2 e CO₂ K-HPD

Tra la gamma dei nostri prodotti, i modelli di punta per la marcatura laser CO₂ sono iCON 2 e CO₂ K-HPD. Vediamo le loro caratteristiche:

  • iCON 2. La tecnologia di questo modello si può sintetizzare con 4 aggettivi: compatto, pulito, veloce e facile da utilizzare. La compattezza è data dalle dimensioni e dal peso contenuti (10 kg per la versione più piccola, 22 kg per quella più potente). Il sistema è composto dal tubo laser, lo scanner, l’unità di alimentazione, l’elettronica di controllo e la CPU. L’interfaccia è del tutto user friendly: ogni comando è accessibile dal pannello touch screen. Di’ addio ai materiali di consumo: niente inchiostro, niente sbavature. La lunghezza d’onda, per entrambe le versioni (iCON 2 – 10 e iCON 2 – 30, l’uno con potenza 10 W e l’altro 30 W), è di 10.6 micrometri: perfetta per marcare vetro, legno, carta e cartone.

 

 

  • CO₂ K-HPD. I marcatori laser CO₂ della serie K si distinguono dagli altri per la loro capacità di marcare anche i supporti di origine organica. Se devi marcare imballaggi a film flessibile o poliaccoppiati (come quelli utilizzati nelle confezionatrici automatiche), allora questo marcatore saprà superare le tue aspettative. Tipicamente, viene usato non solo per la marcatura ma anche per il pre-taglio, taglio e la microperforazione: adatto per quelle confezioni che devono garantire al consumatore un’apertura agevolata. CO₂ K-HPD può anche marcare articoli sui quali i caratteri alfanumerici, molto piccoli, devono essere leggermente perforati, con precisione e senza sbavature (ad esempio, blocchetti di assegni o ticket restaurant).

 


 

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